MI ODIO

Opera vincitrice dellla 30° "Biennale Internazionale dell'Umorismo nell'Arte" / "Popsophia - Festival del Contemporaneo".

Esorcizzare l’odio virtuale e non, attraverso il suo stesso mezzo di diffusione di massa. In ognuno di noi è presente quel sentimento di distruzione, sia esso latente o manifesto a livello mentale, verbale o fisico. Il personaggio rappresentato, come simbolo di quell'impulso che può portarci a commettere crimini contro l'umanità e l'ecosistema. Una sorta di "mea culpa" e di presa di coscienza per riflettere sull'impatto delle nostre azioni.

 

La giuria scrive:

La giuria della Biennale ha infatti scelto “Mi odio” come “contributo ad irridere se stessi - si legge nella motivazione -. Invita lo spettatore ad essere attore, stravolge la tecnica del selfie per obbligare a mettersi in gioco attraverso lo smartphone. Particolarmente significativo il gioco ossimorico della scrittura “mi odio” e il terribile riferimento nel like al dramma dell’olocausto